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Denti del giudizio

28 Oct, 2013

Denti del giudizio

I denti del giudizio sono i quattro denti molari (detti terzi molari) che occupano la posizione più interna (posteriore) nell’arco dentale.

Con il passare dei millenni e, soprattutto, il cambiamento di alimentazione da uomo preistorico a moderno, questi denti sono risultati sempre meno presenti e utili. Fino ai giorni nostri, epoca in cui i terzi molari vengono considerati, più che altro, una fonte di problemi e fastidi.

Secondo la prevalente linea di pensiero dell’ortognatodonzia, solo il 5% degli italiani può permettersi l’eruzione dei denti del giudizio. Solo questa piccola percentuale, infatti, ha arcate con sufficiente spazio. Il restante 95%, se non effettua l’estrazione preventiva, può andare incontro a gravi alterazioni dell’occlusione.

Il problema, dunque, consiste nell’individuare in tempo i soggetti che necessitano di un’estrazione prima della fuoriuscita dalla gengiva. Un’estrazione molto più rapida e indolore se fatta in giovane età, tra i 15 e i 16 anni, quando gli ottavi sono ancora un “germe” senza radici. In questi casi si parla, infatti, di germectomia.

I pazienti si possono dividere in due grandi categorie:

  • coloro che hanno avuto necessità di un trattamento ortodontico in giovane età
  • coloro che non sono mai stati trattati.

I primi, nel corso delle proprie cure, hanno sicuramente effettuato l’esame cefalometrico con dentimetria. Esame che permette di fare una previsione di crescita e, quindi, di sapere con largo anticipo se nelle arcate dentarie vi è sufficiente spazio per i denti del giudizio.

I pazienti con arcate piccole, quindi a rischio di sovraffollamento, verso i quindici anni, devono effettuare una radiografia OPT panoramica, in modo da verificare la reale necessità di germectomia.

    • I pazienti mai trattati, invece, hanno il forte svantaggio di non essere seguiti nel tempo. Di conseguenza, molto frequentemente sfuggono alla diagnosi precoce di disodontiasi (difficoltà nell’eruzione dei denti a causa del sovraffollamento degli elementi). E il dentista si trova costretto ad intervenire quando la nascita di un terzo molare ha già fatto i suoi danni, provocando dolore, spostando gli altri elementi dentali, e causando malocclusione.

I Denti che non escono

I danni dati dalla disodontiasi
I danni dati dalla disodontiasi del terzo molare sono diversi:
  • Carie frequente del dente
  • Compressione, erosione e caduta precoce del secondo molare
  • Disturbi a livello mandibolare

I disturbi a livello mandibolare si presentano, soprattutto, quando il dente del giudizio ha sufficiente spazio per nascere ma è storto e provoca contatti anomali tra l’arcata superiore e quella inferiore.
Questi precontatti possono causare disturbi cranio mandibolari (DCM) che possono propagarsi a distanza, dando cefalea, tensioni muscolari, mal di schiena, difetti di postura e di equilibrio.

Per evitare tutto ciò la soluzione migliore è praticare una germectomia entro i sedici anni di età.
Un piccolo intervento ambulatoriale da eseguire sotto anestesia locale o sedazione cosciente
e della durata di circa mezz’ora, e da cui ci si riprende nel giro di una giornata. I postumi peggiorano solo nel caso il soggetto sia più adulto, il dente sia messo particolarmente male, o si siano avvertiti i primi sintomi dovuti ad un’infezione.

Nei giorni successivi all’operazione bisogna porre particolare attenzione all’alimentazione. Frenare il gonfiore con l’applicazione del ghiaccio. Utilizzare un ciclo di antibiotici per coprire i rischi d’infezione, e antidolorifici (paracetamolo) per un paio di giorni e poi solo al bisogno. Non trascurare l’igiene orale, nonostante il fastidio derivato dallo sfregamento.

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