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Implantologia dentale

28 Oct, 2013

Implantologia dentale

La perdita dei denti causa un importante disagio dal punto di vista meccanico, estetico ed anche psicologico.

Più elementi dentali cadono più viene a mancare il supporto per le labbra e le guance, facendo apparire il soggetto molto più anziano della propria età anagrafica. Tale consapevolezza tende a rendere le persone molto vulnerabili ed insicure, portando in alcuni casi a sfuggire il contatto con gli altri, fino a compromettere vita sociale e lavorativa.

Ma spesso l’utilizzo di una dentiera non rappresenta una valida soluzione. Le protesi mobili, infatti, non garantiscono un’estetica naturale e, inoltre, sono poco stabili, provocano irritazioni delle gengive, e anche problemi nella masticazione.

Il loro utilizzo, in generale, non è particolarmente gradito dal paziente che prova vergogna e avvilimento, collegando la dentiera all’inesorabile trascorrere del tempo.

Fino a pochi anni fa l’unica valida alternativa alla protesi mobile era costituita dall’impianto fisso. Ma sostituire un’intera dentatura con numerosi impianti fissi singoli è decisamente impegnativo per il soggetto, sia dal punto di vista fisico sia economico. Infatti si rendono necessari numerosi interventi, che richiedono molto tempo e denaro.

Una soluzione a questo problema è stata trovata circa dieci anni fa dal Dott. Paulo Malò di Lisbona. Egli ha scelto di abbinare l’informatica alla tecnica implantare All on Four.

L’implantologia computer guidata permette di verificare profilo anatomico e consistenza dell’osso mascellare, in modo da poter programmare e simulare l’intervento. In questo modo l’odontoiatra sa già con molta precisione dove impiantare la protesi, non rischia di sbagliare e non deve aprire in maniera cruenta la gengiva, ma è sufficiente praticare fori transmucosi.

Con la tecnica All on Four è possibile applicare in poche ore una protesi fissa ancorata a quattro (o sei) impianti. Quattro viti nella mascella superiore e quattro in quella inferiore sono sufficienti per riavere una dentatura fissa completa.

L’intervento si svolge in una sola seduta ed è praticamente indolore. La protesi fissa provvisoria è applicata durante la stessa seduta. Quindi il paziente, già dal giorno dopo, può riprendere tranquillamente la propria vita di relazione ed il proprio lavoro.

Le cause più frequenti di fallimento implantare.

Nonostante i grandi passi avanti fatti dall’implantologia, esiste comunque un ridotto numero di protesi che fallisce. Secondo le statistiche più recenti il rischio di fallimento degli impianti è molto diverso a seconda che si tratti di protesi collocate nella mascella superiore o inferiore. Nello specifico, il rischio si ferma al 5% per gli impianti nella mascella inferiore, ma raggiunge il 10% per gli impianti nella mascella superiore.

La causa di questa differenza non è chiara così come non è chiaro il motivo per cui, nel medesimo soggetto, alcuni impianti abbiano successo mentre altri falliscano. Le poche cause riconosciute di fallimento implantare sono le seguenti:

La contaminazione batterica.
In particolare, la presenza di preesistenti infezioni batteriche silenti a livello osseo o parodontale. L’inserimento della protesi potrebbe scatenare l’infezione, impedendo l’osteointegrazione e quindi la corretta e stabile collocazione dell’impianto. Per questo motivo, il paziente che, nei giorni successivi all’intervento lamenti eccessivo dolore o sanguinamento, deve immediatamente mettersi in contatto con l’odontoiatra per verificare la situazione. E porvi rimedio, se ancora possibile
La negligenza del paziente
Dopo l’intervento il chirurgo odontoiatra lascia al paziente una serie dettagliata d’istruzioni da seguire per mantenere e curare in modo adeguato l’impianto. Se il soggetto non dovesse attenervisi scrupolosamente o, come spesso accade, non ci si attenesse affatto, crescerebbe esponenzialmente il rischio d’infezioni, con conseguente alta probabilità di fallimento della protesi.
Mal posizionamento dell’impianto.
Una protesi mal posizionata sarà scorrettamente sollecitata dai normali movimenti della bocca: l’articolazione del linguaggio, la masticazione, ma anche il bruxismo (abitudine di digrignare i denti). Queste forze meccaniche, applicate su una protesi in posizione errata, potrebbero impedire una corretta osteointegrazione. In seguito al fallimento di un impianto è sempre necessario stabilirne con certezza la causa ed eliminarla. Solo in questo modo avrà poi senso procedere con un nuovo intervento. Altrimenti sarebbe troppo alto il rischio del ripetersi dello stesso problema, seguito dal medesimo fallimentare risultato.

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