Malocclusioni

28 Oct, 2013

Malocclusioni

Con il termine “malocclusione” si indica un’errata relazione di contatto tra i denti dell’arcata superiore e quelli dell’arcata inferiore.

Nello specifico è possibile fare una classificazione in base ai rapporti scheletrici.

  • Malocclusione di prima classe
    Il rapporto tra le ossa è corretto. Ma è quello tra i denti a difettare.
  • Malocclusione di seconda classe
    L’osso mascellare superiore è troppo in avanti, o l’inferiore è troppo indietro, oppure entrambe le condizioni associate.
  • Malocclusione di terza classe
    La mandibola è troppo in avanti, o il mascellare superiore troppo indietro, oppure entrambe le condizioni associate.

Le più frequenti malocclusioni in età evolutiva sono:

  • Morso aperto (open bite)
    A bocca chiusa, i denti posteriori sono a contatto ma quelli anteriori no.
  • Morso profondo (deep bite)
    A bocca chiusa, gli incisivi superiori coprono troppo quelli inferiori.
  • Morso crociato (cross bite)
    A bocca chiusa, alcuni denti superiori chiudono all’interno degli inferiori. Ciò provoca deviazione della mandibola e conseguente asimmetria facciale.

Le malocclusioni possono verificarsi per diversi fattori ereditari e ambientali. Tra i primi ricordiamo:

  • Eccessivo affollamento dentario;
  • Diastemi;
  • Agenesie;
  • Malformazioni delle ossa mascellari.

Tra i secondi:

  • Vizi orali;
  • Lingua anteposta;
  • Respirazione orale;
  • Traumi;
  • Perdita prematura degli elementi dentali.

 

Nell’odontoiatria, come nella maggior parte dei rami che costituiscono la medicina, prevenire è meglio che curare. Quindi, eliminare all’origine tutte le cattive abitudini che possano causare malocclusione, deve essere una scelta obbligata.
In questo ambito merita un approfondimento la respirazione orale, ossia la respirazione con la bocca e non con il naso.
La lingua, per permettere all’aria respirata di passare, mantiene una postura troppo bassa. Ciò stimola in modo sbagliato la crescita della mandibola e l’espansione del palato.

Le cause di questo tipo di respirazione sono soprattutto di carattere otorinolaringoiatrico, e comprendono principalmente:

  • adenoidi ingrossate,
  • deviazione del setto nasale,
  • rigonfiamento del tessuto linfatico faringeo e delle tonsille.

Tutte queste cause riducono il passaggio dell’aria attraverso la rinofaringe e, quindi, stimolano la ricerca di una via alternativa, costituita da bocca e faringe.

Un bambino con respirazione orale ha la tipica “facies adenoidea”, con bocca aperta e viso allungato. Ma questa condizione, purtroppo, non fa danni solo nel campo ortodontico. Tra gli altri problemi ricordiamo:

  • ipo-ossigenazione,
  • torace poco sviluppato,
  • deficit di attenzione,
  • turbe del sonno,
  • disturbi nel carattere.

Quando diagnosticare una malocclusione?

Durante i controlli pediatrici periodici, il medico deve essere in grado d’individuare o, per lo meno, sospettare eventuali disarmonie, per poi inviare il piccolo paziente all’odontoiatra pediatrico.
La necessità di intervento varia a seconda dell’età del bambino e del suo sviluppo.
In particolare si possono distinguere tre periodi evolutivi:

Dalla nascita fino ai 3 anni  
L’allattamento materno ha un’azione favorevole sullo sviluppo delle ossa facciali. Ciò è possibile soprattutto grazie ai muscoli che vengono attivati dalla suzione.
In seguito, anche lo svezzamento, con il passaggio ad un’alimentazione solida, facilita l’equilibrato sviluppo delle arcate.
Dai 4 ai 6 anni
Questo è forse il periodo più delicato. Bisogna prestare grande attenzione alla dentatura decidua ed allo sviluppo dei mascellari. E intervenire prontamente sulle possibili abitudini viziate, come la suzione del pollice, la respirazione orale, e la posizione anomala della lingua.
Dopo i 6 anni
L’eruzione dei denti permanenti è da seguire con attenzione.
I denti decidui devono essere curati e salvaguardati fino al completamento della permuta, poiché la perdita prematura di qualche elemento potrebbe provocare lo spostamento degli altri e quindi la malocclusione

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