Paradontologia e piorrea

28 Oct, 2013

Paradontologia e piorrea

Con il termine piorrea, o parodontite, si indica l’infiammazione dei tessuti parodontali.
Infiammazione causata, in special modo, dalla placca batterica, le malocclusioni, il tabagismo e la predisposizione genetica.

Il paradonto rappresenta il sostegno dei denti ed è costituto dal ligamento parodontale, la gengiva e l’osso. Se questi tessuti non vengono adeguatamente trattati, il sostegno viene a mancare e gli elementi dentali posso essere persi.
Per questo motivo è fondamentale eseguire una diagnosi tempestiva e corretta. Ma come si fa?

Negli ultimi anni sono stati sviluppati semplici test atti ad indicare la presenza della parodontite o anche solo la sua tendenza a svilupparsi.
Tra questi, molto recentemente, è uscito in commercio un kit di diagnostica biomolecolare, disponibile e utilizzabile solo dai professionisti negli studi odontoiatrici.

Il dentista ha come unico compito quello di effettuare il prelievo di materiale dal paziente, al resto ci pensa un laboratorio di analisi specializzato.
Lo scopo sta nell’esecuzione di un test “crociato” tra DNA del soggetto e DNA batterico.

In primo luogo si stabilisce la predisposizione del paziente alla malattia parodontale.

Quali sono i pazienti per i quali è più indicato questo Test?

  • Pazienti sintomatici

Per questi soggetti la positività al test equivale ad una conferma di gravità della malattia. E ad una presa di coscienza della propria predisposizione.
Questi pazienti devono dunque agire di conseguenza, garantendo la massima collaborazione, ossia il mantenimento di una scrupolosa igiene orale e la puntualità nei controlli. L’odontoiatra, da parte sua, dovrà stabilire un protocollo di cura particolarmente frequente, rigido e attento.

  • Pazienti candidati all’implantologia endossea

L’analisi genetica può portare all’identificazione dei geni che controllano o modificano la risposta immunitaria. Con questi dati si possono facilmente iniduare i pazienti con rischio elevato di peri-implantite, un evento molto grave che potrebbe determinare il fallimento dell’impianto. Vale la pena praticare un intervento così caro e impegnativo su soggetti inadatti? Probabilmente sì, se si pratica un’attenta prevenzione.

  • Pazienti con familiarità di malattia parodontale

Il test serve per sapere se il paziente ha ereditato la suscettibilità a tale patologia. In caso di risposta positiva al test, il clinico ha il compito di elaborare adeguati piani di controllo e di educare e rendere consapevole il paziente circa il proprio stato di “rischio”.

La seconda parte dell’esame consiste nell’identificazione dei batteri presenti nel cavo orale. È necessario verificare che questi siano o meno specie particolarmente aggressive nelle infezioni gengivali.

Quali sono i pazienti per i quali è indicato questo Test?
Tutti quelli con patologia parodontale in atto.

Esaminando il materiale biologico presente nelle tasche parodontali si può verificare la presenza di germi legati a determinati tipi di parodontite, come:

  • Actinobacillus actinomycetemcomitans, associato alla parodontite giovanile localizzata.
  • Porphyromonas gingivalis, frequente causa di parodontite cronica.
  • Prevotella intermedia (PI), legato alla gengivite ulcero-necrotica, oltre che alla più banale alitosi.
  • Tannerella forcythensis, associato alla parodontite refrattaria.

Conoscere la piorrea

La piorrea può essere asintomaticaLa piorrea può essere asintomatica e quindi passare inosservata a lungo, per evitare che ciò avvenga è utile che la diagnosi venga fatta tramite un controllo radiologico affiancato ad un sondaggio parodontale.Eseguire una diagnosi tempestiva e correttaNegli ultimi anni sono stati sviluppati semplici Test atti ad indicare la presenza della parodontite o anche solo la sua tendenza a svilupparsi.
Tra questi, molto recentemente, è uscito in commercio un kit di diagnostica biomolecolare, disponibile e utilizzabile solo dai professionisti negli studi odontoiatrici. I Test su DNA del paziente e DNA batterico: In primo luogo si stabilisce la predisposizione del paziente alla malattia parodontale. La seconda parte dell’esame consiste nell’identificazione dei batteri presenti nel cavo orale. È necessario verificare che questi siano o meno specie particolarmente aggressive nelle infezioni gengivali.Per quali pazienti è indicato questo Test?Per tutti coloro con patologia parodontale in atto e/o che vogliono tempestivamente riconoscere l’evntuale problematica. Conoscere la presenza e la concentrazione dei ersi patogeni
facilita la diagnosi e soprattutto la terapia.

 

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